Ecco dove recuperare soldi

Tremonti , Gelmini & Co. dovrebbero guardarsi meglio intorno prima di tagliare le gambe all’istruzione pubblica per racimolare soldi e cosi continuare a finanziere i loro stipendi e le scuole private (cattoliche). Resto dell’idea che i tagli vanno fatti prima di tutto sulla politica e la sua gestione. E’ bastata una piccola protesta dei vescovi per far si che il governo facesse marcia indietro!…Ma perche per la scuola pubblica , malgrado le migliaia di persone, tra studenti e insegnati che hanno monopolizzato tutte le piazze d’Italia per mesi si è parlato solamente di sovversività , del malcontento della sinistra , anche se qui non centra ne la destra ne la sinistra?. La scuola privata in quanto tale viene finanziata dalle rette degli studenti se poi i soldi non bastano aumentate la retta. La stragrande maggioranza delle scuole private risulta gestita direttamente da ordini o istituti cattolici o si ispira all’educazione cattolica quindi vanno finanziate dalla chiesa cattolica e non dallo stato! e ancora meno da gente che della Chiesa non glene fraga un cacchio……………Di seguito un  articolo dell’‘Unità

Fondi alle private, Tremonti alla Cei: dormite su quattro cuscini

I vescovi, in zona cesarini, lanciano l’aut aut: i fondi per la scuola privata devono essere ripristinati. Oppure sarà mobilitazione. Due ore appena e il governo risponde: saranno ripristinati 120 milioni su 133. Lo strumento per la modifica è a portata di mano, perché i senatori sono alle prese con l’esame della finanziaria e nel pacchetto delle novità dell’ultima ora c’è anche il capitolo
scuola.
A leggere le carte poi però viene fuori che le risorse in più sono stanziate per il mondo della scuola nel suo insieme, senza alcuna specificazione dei destinatari. Quale quota spetterà alle paritarie è una decisione che, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della manovra, spetta al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. In accordo con i colleghi degli Affari Regionali Raffaele Fitto e dell’Economia Giulio Tremonti.
«Possono stare tranquilli – assicura però il sottosegretario al Tesoro Giuseppe Vegas – possono dormire su quattro cuscini». Per il Pd, che da settimane insieme a una parte della maggioranza chiede il ripristino delle risorse, si tratta in realtà di una scappatoia che lascia piena «discrezionalità» all’Esecutivo. Dopodiché siccome arrivano più soldi e «questo è sempre un bene – spiega il senatore del Pd Giovanni Legnini – abbiamo votato a favore».
Il pressing in atto in Parlamento sul governo affinché su questo punto facesse marcia indietro data qualche settimana, da quando è partito l’esame del disegno di legge finanziaria.
D’altro canto, lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha promesso a fine ottobre «correzioni» proprio su questo fronte. Nonostante ciò, la questione è rimasta aperta, fino a che il calendario non si è imposto: il tempo stringe, infatti, perchè i provvedimenti (la finanziaria viaggia in coppia con il Bilancio dello Stato) martedì approdano in Aula al Senato; poi toccherà di nuovo alla Camera, che non ha margine per ulteriori cambiamenti, e la manovra 2009 sarà legge
nel giro di qualche giorno.
Il Pd attacca il metodo e si dice convinto che quanto fatto finora sia troppo poco: il governo «fa il gioco delle tre carte. I 120 milioni approvati oggi – sottolinea il ministro ombra dei Democratici Mariangela Bastico- sono del tutto inadeguati in quanto non ripristinano il taglio di oltre 132 milioni sulle scuole paritarie e non toccano neppure lontanamente i tagli di 456 milioni sulle scuole statali».

05 Dic 2008
Cari signori ministri , dedicate qualche minuto per navigare sul web.Toglietevi la mortadella dagl’occhi.Leggete e informatevi
Daniele Martinelli ci spiega………….

Ieri ero a Roma nell’aula giurisdizionale della Corte dei conti, la magistratura contabile, per assistere all’udienza sul processo allo scandalo delle slot machine, in cui sono imputati i responsabili di 10 concessionarie (fra cui Lottomatica e Snai) molte delle quali, per almeno 2 anni e mezzo, sarebbero rimaste staccate dalla rete dei Monopòli di Stato su cui si registrano tutti i movimenti di denaro.
L’inchiesta avviata dal pm Marco Smiroldo ha stimato un danno erariale che al gennaio scorso ammontava a 98 miliardi di euro.
Ieri i giudici avrebbero dovuto riquantificare il danno economico che le società imputate (assieme a 4 funzionari del Monopòlio di Stato) avrebbero dovuto risarcire allo Stato. Invece l’udienza ha avuto un finale all’italiana: i giudici della Corte dei conti, in accoglimento della richiesta espressa all’unanimità da tutti i difensori, hanno rimandato alla Cassazione (presieduta da Corrado Carnevale) che a sezioni unite dovrà decidere a chi far decidere l’entità del danno. Corte dei conti, Tar, o giustizia ordinaria? Un terno al lotto.
I difensori delle concessionarie imputate sperano sarà il Tar del Lazio, lo stesso che lo scorso aprile, a fronte di un ricorso di gruppo in seguito allo spavento dei 98 miliardi contestati, aveva emesso una sentenza abbastanza sorprendente, in cui si diceva che il danno dev’essere proporzionalmente concordato con le concessionarie, quindi di entità assai più bassa di quei 98 miliardi (che oggi sarebbero un centinaio tondi tondi) pari a 3 manovre finanziarie del governo, se si pensa che l’ultima manovra da 35 miliardi pianifica i prossimi 3 anni!
Intanto potrebbe passare qualche anno prima di attendere la decisione della Cassazione e, quindi, la decisione del danno arrecato.
Spero di non andare in pensione prima di potervi raccontare che, almeno qualche spicciolo, le concessionarie saranno costrette a risarcire. Magari ancora da inviato di Beppe Grillo.

Ecco dove recuperare soldiultima modifica: 2008-12-06T12:04:00+01:00da liberocentauro
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento