Il pluralismo della disinformazione

Articolo di Daniele Martinelli :

 

Che la stampa del regime italiano avrebbe stravolto i fatti di piazza Farnese per sputtanare Antonio Di Pietro e Beppe Grillo non è certo una novità. Di contro, all’ex pm, tanta pubblicità non ha fatto che giovargli. Ma la compattezza della linea tenuta dai principali quotidiani cartacei, ieri, fa invidia alla stampa del regime comunista cinese. Tutti contro, tutti a fomentare che Di Pietro avrebbe dato indirettamente del mafioso a Giorgio Napolitano. Niente della verità. Niente della sostanza della giornata, ossia delle vittime della mafia. Di Stato. Quella mafia che ha ammorbato tutto: dalla Camera al Senato, dai consigli regionali a quelli provinciali, dai comuni agli imprenditori, dalla magistratura ai giornalisti. I filosofi del nulla si sono uniti tutti in coro a dare addosso ad un uomo solo: Antonio Di Pietro, simbolo di Mani pulite, prima inchiesta della storia della Repubblica italiana, che passerà alla storia col suo pool per aver portato alla luce il sistema putrefatto della politica invischiata col sommerso delle tangenti.

Tutti a scrivere che erano soltanto un migliaio in piazza, talmente pochi e innocui da indurre tutti i direttori servi della massoneria gentile a fare titoloni in prima pagina. Ecco alcuni titoli in rassegna apparsi ieri.
Corriere della sera: “Attacco al Colle, bufera su Di Pietro”, la nota del Quirinale “Espressioni offensive”, il premier: “gesto rozzo” e lo “sconcerto” del capo dello Stato.
Apertura in fotocopia per il Messaggero che completa l’occhiello con l’intervista a Violante “siamo ai limiti dell’eversione, alleato dannoso per il Pd”.
Repubblica: “Di Pietro attacca Napolitano. Il Quirinale: basta offese” con editoriale al seguito di Massimo Giannini dal titolo “Il bersaglio sbagliato del tribuno populista”.
Libero: “La mafia di Di Pietro”
Il giornale: “Questi hanno perso la testa” con le prime 4 pagine piene di foto e articoli denigratori sul nulla.
La Stampa: “Di Pietro e Quirinale ai ferri corti”
Il Sole 24 ore (titolino di lato): “Di Pietro attacca Napolitano, coro di solidarietà al Quirinale”.
Persino l’Unità di Marco Travaglio ha preferito scrivere di lato “Di Pietro attacca Napolitano è bufera, frasi gravi dell’ex pm Non è arbitro il silenzio è mafioso, il Colle: offensivo e pretestuoso” anziché dare spazio ad un lungo editoriale a firma dell’illustre collega su come sono andate le cose, visto che tra l’altro era presente.
Senza contare il Mattino, il Riformista e il tono degli editoriali come quello di Piero Ostellino, che sul Corriere si è talmente e chiaramente omologato da non essere più nemmeno viscido.
Tutti i giornali a coprire “il complice Napolitano” ma smemorati sui precedenti assai poco rispettosi nei confronti dei presidenti di Repubblica. Ecco qualche sopradico esempio.

Il pluralismo della disinformazioneultima modifica: 2009-02-01T09:56:00+01:00da liberocentauro
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