La crisi : le conseguenze

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La crisi economica morde. Lo sentiamo ripetere da mesi ed in queste settimane ne abbiamo la riprova ogni giorno con chiusure di aziende, proteste dei lavoratori, appelli delle aziende. L’osservatorio provinciale di Cgil ha tracciato una mappa dei lavoratori impiegati nelle aziende a rischio e il quadro fa rabbrividire: «Ogni giorno arrivano richieste di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, anticamera di ristrutturazioni, cessazioni di attività o fallimenti .Tutti i settori sono in difficoltà, sia dell’industria che dell’artigianato». A pagare il prezzo più alto sono i precari, gli stagionali o i lavoratori con contratti interinali: in Lombardia sono già stati lasciati a casa in 180 mila, 6 mila dei quali del Varesotto.   

 

Sono circa 345 mila le imprese fallite e chiuse nel corso dell’ormai trascorso 2008.

Le province più colpite secondo la classifica stilata sono stati Napoli e Roma che perde il precedente primato. Al terzo posto Milano, seguita da Brescia e Torino.

PRATO – Una perdita secca del 6,3 per cento di fatturato nell’ ultimo anno, mille piccole aziende chiuse, ditte a gestione familiare incapaci ormai anche di far fronte alle rate di prestiti e mutui.

UDINE
Si registrano delle avvisaglie di crisi conclamate. Ad oggi si è assistito ad un aumento considerevole (10% circa) della mobilità non indennizzata ex-L. 236/93, riguardante aziende con meno di 15 dipendenti, di qualsiasi settore.
Molte aziende artigiane hanno fatto ricorso alla sospensione dal lavoro (ammortizzatore simile alla CIGO, erogabile per massimo 90 giorni, il cui importo è costituito per il 60% dall’indennità di disoccupazione INPS e per il 20% dal fondo EBIART).

A Bologna sono fallite 314 imprese nel 2008 (+230,5% rispetto all’anno prima), 135 imprese hanno chiuso in provincia di Reggio Emilia (+145,5%), altre 135 a Modena (+98,5%), 88 sia a Ravenna sia a Piacenza (rispettivamente +238,5%% e +183,9%), 86 a Forlì (+59,3%). Sono 69 le imprese chiuse nel 2008 nel Ferrarese (+97,1%) e 55 a Rimini (+48,6% rispetto ai fallimenti del 2007). Poi c’è Parma, con 50 fallimenti (+100%).

Per Berlusconi la crisi però non c’è , Tremonti si affida alla bibbia.

Il discorso di Tremonti non è molto in sintonia con l’idea di Berlusconi. Se berlusconi dovesse dire la verità , verrebbe subito arrestato e non solo lui…Berlusconi promette soldi in beneficenza per la ricostruzione della striscia di Gaza ma dice no per l’assegno previdenziale alle famigle rimaste senza redditto.Dice che ci dobbiamo svegliare per l’energia rinnovabile ma vuole costruire centrali nucleari, le quali costerebbero miliardi,ci vorrebbero anni per costruirle per una produzione non superiore al 5% del fa bisognio Italiano.Stanzia soldi che non ci sono per le grandi opere pubbliche ,che ovviamente non verranno mai terminate,a beneficio delle mafie,trascurando le vere necessità,lavori cominciati e mai finiti come spesso succede in Italia.La crisi non è cosi evidente e drammatica secondo il nanetto di Milano.Tanto lui le sue villette tra Sardegna,Roma e Milano c’è le ha…questa è l’Italia di Silvio Berlusconi , isole felici con guardie del corpo e senza vicini

 

La crisi : le conseguenzeultima modifica: 2009-03-08T13:29:00+01:00da liberocentauro
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