Regionali: MoVimento a 5 stelle, ne destra ne sinistra

Il cambiamento sta cominciando, malgrado le polemiche del PD su voti “rubati” dal MoVimento a 5 Stelle, ci stiamo infiltrando nelle amministrazioni con consiglieri eletti in Emilia Romagna e in Piemonte

Lombardia. Ci si poteva forse aspettare di più dalla Lombardia, ma il 3% secco di Vito Claudio Crimi non è comunque male

Veneto. Nella più “bianca” delle regioni italiane non è facile raccogliere consensi al di fuori del centrodestra. Ricordiamo che Bortolussi (Pd+Idv+varia sinistra) si è fermato a un modestissimo 29%. Alla luce di quanto detto il 3,15% di David Borrelli non è malaccio, e comunque rappresenta un principio di penetrazione per il futuro.

Campania. Male malissimo. Roberto Fico prende la miseria di 39.000 voti (1,34%). Era l’unica regione meridionale che vedeva la presenza delle 5 Stelle, segno che a sud c’è ancora tanto da lavorare…

Presente solo in cinque Regioni, con una campagna elettorale tutta improntata sul web e sul contatto diretto con gli elettori, il Movimento Cinque Stelle è l’unica vera novità politica delle elezioni regionali.

Nell’arco di pochi mesi, partendo dal nulla organizzativo e finanziario,  Davide Bono e Giovanni Favia hanno guidato le loro liste ad un successo straordinario sia in Piemonte che in Emilia Romagna, ed adesso il Movimento Cinque Stelle potrà contare su due consiglieri regionali in ciascuna di quelle Regioni.

Nelle trasmissioni di approfondimento politico nelle quali ieri sera politici e giornalisti hanno discusso dei risultati elettorali (il piu’ delle volte insultandosi ed accuratamente evitando di parlare dei temi politici concreti delle singole Regioni), il Movimento Cinque Stelle è stato oggetto di una grottesca e sistematica disinformazione.

Se prima delle elezioni i candidati del movimento avevano avuto uno spazio di parola, su televisioni e carta stampata, praticamente nullo (addirittura zero secondi sulla RAI secondo l’ultima rilevazione dell’AGCOM), dopo i loro risultati, nell’impossibilità di ignorarli, l’establishment giornalistico-politico si è industriato per sminuirne il peso. I nomi di Bono e Favia, le loro storie, i loro programmi politici praticamente neppure sono stati menzionati. Ridotti terminologicamente ad essere nulla piu’ che “grillini”, candidati senza nome di un movimento “senza futuro” e “figlio dell’antipolitica”, nessuno si è sognato di far loro l’unica domanda che ha senso fare ad un neo-eletto: “Cosa farai in consiglio regionale?”.

Il voto al Movimento Cinque Stelle è stato assimilato all’astensione, o al solito voto di protesta, da quello stesso establishment che per anni ha detto le stesse cose sulla Lega Nord e che ieri ha parlato della Lega Nord come se si trattasse di una credibile forza di governo, dimenticando cosa ne diceva fino a pochi anni fa quando ancora i leghisti non avevano quel potere che ispira in troppi italiani una naturale propensione al leccaculismo.

Il Movimento Cinque Stelle, pur cosi’ diverso per idee, principi e programmi, somiglia alla Lega Nord proprio nei modi in cui è trattato da certo establishment politico-giornalistico: sottovalutazione, riduzione ad estemporaneo movimento di protesta senza futuro, nessuno spazio mediatico positivo.
La Lega Nord che ha purtroppo ottenuto risultati eccellenti a queste Regionali, lo ha fatto senza l’ausilio delle televisioni e della stampa, essenzialmente grazie al contatto diretto con gli elettori (a Milano, i gazebo della Lega Nord erano sempre pieni di gente, mentre quelli di PDL e PD erano sistematicamente deserti).

E anche il successo del Movimento a Cinque Stelle è stato possibile nonostante la sua invisibilità su RAI e Mediaset, e nonostante il disinteresse di quotidiani e settimanali.

Le somiglianze finiscono qui, perché mentre la Lega Nord non ha nessun programma degno di tale nome, se non il solito tedioso e controproducente federalismo, e la solità ostilità verso stranieri e meridionali, il Movimento Cinque Stelle, in ogni Regione in cui si è presentato, lo ha fatto proponendo un programma chiaro e concreto su temi chiave delle competenze regionali, dai trasporti alla sanità, dall’istruzione all’energia ed all’economia.

500’000 voti raccolti in sole cinque Regioni, e già 60’000 iscritti. Il Movimento Cinque Stelle è una realtà politica importante, certamente piu’ importante di tante altre sigle e denominazioni che anche le ultime elezioni Regionali condannano inequivocabilmente all’irrilevanza politica.

 

Giovanni FaviaQuando Giovanni Favia parla al TG3 regionale, dà l’impressione di chi ha le idee chiare sul futuro del Movimento e sul rapporto tra il Movimento ed il comico Beppe Grillo, “detonatore” di un movimento politico che ancora non ha un leader nazionale e che dà l’impressione di poter andare ben oltre Grillo: “Il nostro non è un voto di protesta, in questo momento si sta creando un network di cittadini che si impegnano, che analizzano i problemi e cercano soluzioni. Ci hanno chiamato antipolitica, ma questi sono i risultati“.
E ancora: “Beppe Grillo è il detonatore, ci ha dato un’opportunità“.

 

 

 

Davide BonoSulla stessa lunghezza d’onda anche Davide Bono che respinge le “accuse” di aver favorito la vittoria del centrodestra in Piemonte: “Il nostro elettorato non è di sinistra. Ci hanno votato quei cittadini che non avrebbero votato né Bresso né Cota“.
Probabilmente Bono ha ragione. Probabilmente l’effetto del Movimento Cinque Stelle è stato quello di limitare l’astensione piu’ che sottrarre voti al centrodestra o al centrosinistra, e proprio perché il voto a queste liste pare un voto di speranza e di futuro, le liste del Movimento Cinque Stelle sembrano destinate a crescere, crescere, e ancora crescere, nell’incredulità di quegli osservatori politici che dedicano troppo tempo alla politica dei salotti per accorgersi di quello che accade davvero nelle nostre città.

 

 

 

Vedremo nei prossimi mesi come queste liste sapranno operare nei consigli regionali del Piemonte e dell’Emilia Romagna.

Questo è solo l’inizio…Buon 5 Stelle a tutti

 


Regionali: MoVimento a 5 stelle, ne destra ne sinistraultima modifica: 2010-03-31T10:27:00+02:00da liberocentauro
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Un pensiero su “Regionali: MoVimento a 5 stelle, ne destra ne sinistra

  1. Sono contento dell’exploit del movimento 5 stelle e dispiace che nella mia regione, la Campania abbia preso invece pochissimi voti. Sono d’accordo con Vendola quando dice di non credere più ai partiti, penso che le liste civiche siano l’unica speranza per questo paese.

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