L’Itallia? Un paese di uomini piccoli

“L’ITALIA? UN PAESE DI UOMINI PICCOLI” (MARGARET THATCHER)

Repubblica delle Banane[…] Attualmente il termine è entrato nel vocabolario di tutti i giorni per indicare genericamente un regime dittatoriale e instabile, dove le consultazioni elettorali sono pilotate, la corruzione è ampiamente diffusa […]. Per estensione il termine è occasionalmente usato per definire governi dove un leader forte concede vantaggi ad amici e sostenitori senza grande considerazione delle leggi e mettendo alla porta coloro che non l’hanno votato.Caratteristiche della Repubblica delle Banane: Collusione fra Stato ed interessi monopolistici […]. Svalutazione della moneta.
Cleptocrazia.
[…] I membri del parlamento saranno per la maggior parte in vendita e consultati soltanto per scopi cerimoniali o per ratificare le decisioni già prese altrove. Il 14 dicembre 2010, il Parlamento ha votato sulla mozione di sfiducia al governo Berlusconi. Al Senato della Repubblica, il governo ce l’ha fatta ampiamente, con 162 voti a favore, 135 contrari e 11 astenuti.

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Più combattuto l’esito alla Camera dei deputati: 314 voti a favore, 311 contrari, 2 astenuti. Dopo settimane di accuse reciproche (non ultime quelle su una presunta, ipotetica “campagna acquisti”), si sfiora la rissa e non mancano … frasi affettuose: La finiana Catia Polidori vota per il governo e in Aula si scatena la bagarre. “Conte le ha dato della ***** e questo ha provocato baruffa in aula”, racconta la deputata Pdl Nunzia De Girolamo.
(
da Catia Polidori da Berlusconi dopo il s al governo. Barbareschi: siamo alla corruzione*-*Il Messaggero)

“Dimettiti *******azzo”! Il presidente della Camera Gianfranco Fini esce dall’Aula accompagnato da un cordone di commessi dopo l’esito del voto sulle mozioni di sfiducia al governo. […] Alcuni deputati del Pdl, mentre passa attraverso il Transatlantico gli urlano: ”Dimettiti *******azzo”.
(Berlusconi punta l’Udc e la Lega apre – Italia – l’Unità)

Al centro dell’attenzione, alcuni deputati il cui voto o la cui astensione, entrambi favorevoli al governo, vengono ritenuti fondamentali ed “inspiegabili”, considerate le loro storiche o recenti posizioni politiche: Bruno Cesario, Massimo Calearo, Domenico Scilipoti, Antonio Razzi, Giampiero Catone, Maria Grazia Siliquini, Catia Polidori (favorevoli); Silvano Moffa, Antonio Gaglione (astenuti).

Bruno Cesario (Portici, 30 aprile 1966) […] alle elezioni politiche del 2008 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista del Partito Democratico […].
Nel novembre 2009 lascia il PD e passa all’Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli.
Nel settembre 2010 lascia l’Alleanza per l’Italia.
Il 9 dicembre 2010, con l’avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, dà vita al Movimento di Responsabilità Nazionale insieme con Domenico Scilipoti e Massimo Calearo.
(da Bruno Cesario – Wikipedia)

Massimo Calearo Ciman (Vicenza, 23 novembre 1955) […] nel marzo 2008, dopo aver valutato richieste di candidatura provenienti da più parti politiche, […] ha accettato la candidatura a capolista per il Partito Democratico nella circoscrizione “Veneto 1” ed è stato eletto alla Camera dei deputati […].
Nel novembre del 2009, dopo la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie, lascia il Partito Democratico, dichiarando di non essere mai stato di sinistra. È fra i promotori del movimento politico di Alleanza per l’Italia insieme a Francesco Rutelli, […].
Il 28 settembre 2010 abbandona l’API di Rutelli per rientrare nel Gruppo Misto. […]
Il 9 dicembre 2010 con l’avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, dà vita al Movimento di Responsabilità Nazionale insieme con Bruno Cesario e Domenico Scilipoti. Il 14 dicembre 2010 vota contro la mozione di sfiducia al governo Berlusconi.
(da Massimo Calearo – Wikipedia)

Domenico Scilipoti (Barcellona Pozzo di Gotto, 26 agosto 1957) […] alle elezioni politiche del 2008 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista dell’Italia dei Valori […].
Nel dicembre 2010 con l’avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, lascia l’Italia dei Valori e passa al Gruppo Misto. Il 9 dicembre 2010 dà vita al Movimento di Responsabilità Nazionale insieme con Bruno Cesario e Massimo Calearo. […]
Il 12 dicembre Scilipoti annuncia che voterà la fiducia al governo e farà di tutto per essere lì in quel momento, anche se malato. […] Il 14 dicembre 2010 ha votato contro la sfiducia al Governo Berlusconi IV.
(da Domenico Scilipoti – Wikipedia)

Antonio Razzi (Giuliano Teatino, 22 febbraio 1948) […] alle elezioni politiche del 2006 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista dell’Italia dei Valori […] e confermato alle elezioni politiche del 2008.
Il 17 settembre 2010 Razzi denuncia pubblicamente una presunta compravendita di deputati da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dichiarando: “Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura”.
Nel dicembre 2010, con l’avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, Razzi lascia l’Italia dei Valori e passa a Noi Sud. […]
Il 14 Dicembre vota contro la sfiducia al governo Berlusconi.
(da Antonio Razzi – Wikipedia)

Giampiero Catone (Napoli, 1 giugno 1956) […] il 23 settembre lascia il PDL per aderire […] a Futuro e Libertà per l’Italia.
Il 9 maggio 2001, a pochi giorni dalle elezioni politiche, Catone candidato CCD viene tratto in arresto e condotto in carcere insieme al fratello e ad altre dodici persone. L’ipotesi di reato della Procura di Roma è associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata: due bancarotte da 25 miliardi di lire l’una e 12 miliardi di finanziamenti a fondo perduto dal ministero dell’Industria ottenuti secondo l’accusa con carte e perizie false, che consentivano alle società amministrate da Catone d’incassare più volte lo stesso contributo per un “polo tessile aquilano” mai esistito.
Uno degli episodi contestati riguarda il tentativo messo in atto dal gruppo Catone di acquisire una società la Iris Moda nonostante il rifiuto del titolare. Secondo i giudici, il gruppo avrebbe creato un falso amministratore nella documentazione presentata per ottenere il finanziamento.
Catone è anche coinvolto nel fallimento dell’Abatec, azienda di Chieti di cui Catone era amministratore. Avrebbe dovuto produrre macchinari ad alta tecnologia per la lavorazione dei pannolini, ma viene dichiarata fallita dopo un aumento di capitale deliberato prima ancora che fossero sottoscritte le quote sociali sono sparite tramite il sistema delle scatole cinesi le cinesi attuato da una manciata di società off shore. Per queste vicende Giampiero Catone è stato rinviato a giudizio. Per il caso quello per Abatec, il giudice definisce il gruppo all’opera “associazione a delinquere Catone”.
I reati di cui viene accusato vengono in seguito estinti grazie alla prescrizione.
(da Giampiero Catone – Wikipedia)

Maria Grazia Siliquini (Torino, 15 aprile 1948) […] aderisce al CCD, e nel 1994 è eletta al Senato della Repubblica per il Polo delle Libertà, […].
Nel 1996 è rieletta al Senato della Repubblica per il CCD, nel Polo delle Libertà, ma dopo circa un anno aderisce ad Alleanza Nazionale. […]
Nel 2001 confermata al Senato della Repubblica. […]
Nel 2006 è eletta alla Camera dei deputati […] nella lista di AN. […]
Nel 2008 è eletta nel PDL alla Camera dei deputati […].
Nel maggio del 2010 entra a far parte di Generazione Italia, come membro del direttivo nazionale. […]
Il 30 luglio decide di uscire dal PdL e dal suo gruppo parlamentare per aderire a quello finiano di Futuro e Libertà per l’Italia. Il 14 dicembre 2010, al momento di votare contro la fiducia al governo Berlusconi, come faranno i suoi colleghi di Fli, si tira indietro, dichiarando alla Camera: “Voto la fiducia perché l’ho già fatto il 29 settembre e da allora non è cambiato nulla”, e annunciando il rientro nel PDL.
(da Maria Grazia Siliquini – Wikipedia)

Catia Polidori (Città di Castello, 3 luglio 1967) […] alle elezioni politiche italiane del 2008 è stata candidata alla Camera dei deputati nelle liste del Popolo della Libertà, ed eletta nella circoscrizione Veneto 2. […]
Nota per essere una fedelissima di Gianfranco Fini, nell’agosto del 2010 abbandona il gruppo parlamentare del PdL per aderire a quello di Futuro e Libertà per l’Italia. Il 14 dicembre 2010, tuttavia, vota contro la sfiducia al Governo Berlusconi IV, andando contro il suo partito e contro quanto dichiarato da lei stessa il 2 dicembre.
(da http://it.wikipedia.org/wiki/Catia_Polidori)

In riferimento alle indiscrezioni che attribuiscono perplessità a Catia Polidori circa la mozione di sfiducia annunciata da Fli insieme ad Udc ed Api, la stessa Polidori dichiara: ‘La notizia è del tutto destituita di fondamento. Il gruppo di Futuro e Libertà per l’Italia è coeso e compatto’.
(da E vi chiedete perché Berlusconi vince? « Irradiazioni)

“Il voto della Polidori è vergognoso, ha avuto pressioni – attacca Luca Barbareschi, deputato di Futuro e Libertà – […]. Persone come la Polidori è meglio perderle per strada. Ieri aveva confermato il no alla fiducia e poi stamattina ha detto che aveva problemi con il Cepu. Ma vi rendete conto che cosa sta succedendo? Siamo alla corruzione di Pubblico Ufficiale”.
(da Catia Polidori da Berlusconi dopo il s al governo. Barbareschi: siamo alla corruzione*-*Il Messaggero)

Silvano Moffa (Roma, 21 aprile 1951) […] alle elezioni politiche italiane del 2006 viene eletto deputato con Alleanza Nazionale. […]
Viene rieletto nel 2008 alla Camera dei deputati con il Popolo della Libertà nel collegio Lazio 1. […] Il 30 luglio 2010 aderisce al gruppo di Futuro e Libertà per l’Italia e il 23 settembre diventa portavoce dei gruppi parlamentari.
(da Silvano Moffa – Wikipedia)

Silvano Moffa, a sorpresa e dopo la presa di posizione pubblica a favore della sfiducia mentre erano in corso le votazioni alla Camera, alla fine non ha partecipato al voto. Il deputato ha lasciato il Transatlantico mentre era in corso la prima chiama, ‘scortato’ dal deputato ex An, oggi nel Pdl, Amedeo Laboccetta.
Moffa, intercettato dai cronisti insieme a Laboccetta sulla soglia di un ascensore della Camera, non aveva lasciato intendere la ‘svolta’ dell’ultimo secondo, ribadendo la posizione già espressa nel comunicato. Poi via in ascensore con Laboccetta e il colpo di scena finale, con la mancata partecipazione al voto.
(da A sorpresa Moffa assente, va via con Laboccetta tra le due chiame – Politica – Virgilio Notizie)

Antonio Gaglione (Latiano, 12 agosto 1953) […] esponente della Margherita, nel 2001 è stato eletto senatore […] con 52.944 preferenze. Alle elezioni politiche del 2006 è stato candidato alla Camera dei deputati con la lista dell’Ulivo nella circoscrizione Puglia. […] Alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 è stato eletto deputato del Partito Democratico. […]
[…] il 5 ottobre 2009 lascia il Partito Democratico per aderire prima al gruppo dei non iscritti e poco tempo dopo al gruppo Noi Sud/Lega Sud Ausonia.
Secondo il sito OpenParlamento, che monitora le attività di deputati e senatori, al 20 ottobre 2010 Antonio Gaglione è il deputato con il tasso di assenteismo più alto, partecipando appena all’8,81% delle votazioni (604 su 6852), con assenze pari al 91,19% e nessuna partecipazione a missioni.
(da Antonio Gaglione – Wikipedia)

Antonio Gaglione eletto, per modo di dire, alla camera dei deputati nel 2008 con le liste PD non ha presenziato l’88% delle sedute parlamentari.
Antonio Gaglione eletto, per modo di dire, alla camera dei deputati nel 2008 con le liste PD percepisce uno stipendio da parlamentare di circa 15.000 euro al mese.
Dunque il suddetto, mentre ogni giorno che passa sempre più gente rimane a casa senza lavoro, ogni mese sottrae dalle nostre tasse 15.000 euro senza colpo ferire. Ripeto 15.000 euro al mese senza presentarsi mai sul posto di lavoro, mentre il popolo si spacca la schiena ogni giorno per mantenere in piedi questa casta.
(da Mister Assenteismo: Antonio Gaglione)

Sono stati solo tre i voti con i quali è stato possibile alla maggioranza bocciare le mozioni di sfiducia nei confronti del governo. […] Un suo peso […] lo hanno avuto anche il non voto di Silvano Moffa (Fli), che pure era presente in Aula ma non ha risposto a nessuna delle due chiame, e quello di Antonio Gaglione, ex Pd ed oggi ‘Noi Sud’ che a Montecitorio non si è visto. […]
(da Fiducia per tre voti, apertura all’Udc – Speciali – ANSA.it)

L’Italia è considerata una potenza a livello mondiale, tanto da far parte del G8, il forum delle maggiori potenze industriali.
L’Italia è considerata la patria del diritto.
L’Italia ha avuto grandissime personalità in tutti i campi della cultura, della scienza, dell’arte, dello sport, anche della politica.

Eppure in Italia si è avuto un forte regresso negli investimenti in ricerca e sviluppo.
L’economia è in una fase di preoccupante stagnazione.
Sono evidenti gravi disagi sociali.
E’ maturata una irrimediabile e profonda spaccatura tra un nord molto ricco ed un sud un po’ meno.
Eppure l’Italia riesce a dare questi spettacoli indecenti agli occhi del mondo.

Ma i rappresentanti li sceglie il Popolo sovrano!
Ed il Popolo sovrano, in virtù delle Sue scelte, non ha il diritto di lamentarsi.
Oddio, … per la verità il Popolo sovrano non è che scelga proprio i Suoi rappresentanti: quando decide di andare a votare, al massimo, può scegliere una lista preconfezionata!

Prescindendo dalle origini (probabilmente il coinvolgimento degli Stati Uniti nell’importazione di banane, nel 1870), il significato comune dell’espressione “repubblica delle banane” è andato modificandosi nel tempo:
[…] Attualmente il termine è entrato nel vocabolario di tutti i giorni per indicare genericamente un regime dittatoriale e instabile, dove le consultazioni elettorali sono pilotate, la corruzione è ampiamente diffusa […]. Per estensione il termine è occasionalmente usato per definire governi dove un leader forte concede vantaggi ad amici e sostenitori senza grande considerazione delle leggi e mettendo alla porta coloro che non l’hanno votato.
Caratteristiche della Repubblica delle Banane:
Collusione fra Stato ed interessi monopolistici […].
Svalutazione della moneta.
Cleptocrazia.
[…] I membri del parlamento saranno per la maggior parte in vendita e consultati soltanto per scopi cerimoniali o per ratificare le decisioni già prese altrove.

Da Francarame.it

L’Itallia? Un paese di uomini piccoliultima modifica: 2010-12-14T19:32:00+01:00da liberocentauro
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