Ruanda: Un massacro programmato

Introduzione di Dario Fò

A colpi di machete: la storia del genocidio in Ruanda

Tutto iniziò il 6 aprile del 1994, teatro un piccolo Paese africano: il Ruanda. Ciò che seguì furono cento giorni di follia che il mondo intero ricorderà, per la cifra delle persone uccise, come il genocidio più imponente dopo la Shoah. In poco più di tre mesi furono sterminate un milione di persone. Una mattanza che vide opposte le due etnie del paese, gli hutu che erano al potere e i tutsi.
Quando il 6 aprile fu abbattuto l’aereo su cui viaggiava l’aereo del presidente ruandese Juvenal Habyarimana, fu dato il via: i tutsi furono accusati dell’attentato e gli hutu iniziarono i massacri. seguì un delirio collettivo che travolse un Paese intero: da un giorno all’altro persone comuni si trasformarono in carnefici e nessuno fu risparmiato: donne, uomini, vecchi, bambini. la storia del genocidio ruandese è anche la storia del fallimento della comunità internazionale che decise di abbandonare il Ruanda al suo destino.

Attraverso i ricordi dei testimoni oculari dei massacri, Alessandro Milan racconta in questo reportage i cento giorni del genocidio ruandese: una pagina di storia che fece emergere anche persone straordinarie, come l’allora console onorario italiano a Kigali, Pierantonio Costa, il quale si battè in tutti i modi per salvare migliaia di civili e oggi viene giustamente indicato come l’Oskar Schindler del Ruanda.

Alessandro Milan racconta

http://www.radio24.ilsole24ore.com/player/player.php?filename=ruanda-6aprile1994.mp3

Fonte

 

 

Video e testimonianze

Purtroppo la storia non insegna. Ci sono sempre state violenze di questo genere da quando l’Uomo è Uomo. La shoah e la guerra nei Balcani non hanno cambiato l’Umanità. Dalla Cina agli USA massacri, guerre in nome di una civiltà o di una Democrazia copriranno sempre gli orrori del nostro passato, presente e futuro. Perchè in sostanza, l’uomo è condannato a convivere con l’avidità, l’egoismo di un egocentrismo insofferente, la presunzione di essere migliore di altri Uomini e esseri viventi. Questo ci porterà inevitabilmente ad un degrado inarestabile, il quale siglerà la nostra fine.

Ruanda: Un massacro programmatoultima modifica: 2011-07-12T07:58:00+02:00da liberocentauro
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